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Città intelligenti: l’esempio di Curitiba

Dall'inizio degli anni Settanta la città di Curitiba, in Brasile, è un esempio vivente di come si possa progettare una città secondo criteri di sostenibilità ambientale e inclusione sociale riducendo i costi dell'amministrazione e migliorando i servizi.

Quando si parla di città più intelligenti e sostenibili, ricorre spesso e con ragione il nome di Curitiba, città brasiliana capitale dello stato del Paranà.

Curitiba viene considerata un laboratorio vivente di progetti che permettano di pensare e abitare città in cui le necessità delle persone e dell’ambiente sono studiate in maniera armonica, attraverso pratiche realizzate in collaborazione con tutte le parti anziché calate dall’alto.

L’approccio olistico alla pianificazione, che considera i progetti che riguardano la città non come singole soluzioni a singoli problemi ma come parte dell’ecosistema urbano, ha permesso di trovare metodi più efficienti sia dal punto di vista sociale che economico ed ambientale.

Ma la città è arrivata a questi risultati attraverso un percorso non facile.

La forte crescita urbana che ha interessato la città dagli anni ’50 in poi ha fatto si che Curitiba si trovasse a fronteggiare tutti i problemi connessi ad un’espansione tumultuosa: traffico, degrado ambientale, condizioni di vita disagiate, innalzamento del tasso di criminalità.

Il sindaco in carica nel 1964, Ivo Arzua, aprì quindi concorso di idee rivolto ad architetti ed ingegneri per creare un piano per la città che potesse risolvere i problemi della gestione dello spazio cittadino e della mobilità delle persone. Quello che venne fuori fu molto di più.

Tra gli architetti che proposero i loro progetti c’era anche Jaime Lerner, che diventerà il sindaco della città per oltre due decadi.

Fu proprio lui una delle persone che crearono l’Instituto de Pesquia e Planejamiento Urbano de Curitiba (IPPUC), ossia l’ente di pianificazione e ricerca urbana della città.

I piani per lo sviluppo della città arrivarono solo dopo una lunga serie di incontri coi cittadini e gli abitanti delle diverse aree, in modo da incorporare nella progettazione le reali necessità dei diretti interessati.

Il fatto che vi fosse un solo organismo dietro i diversi progetti di sviluppo della città ha fatto sì che non solo i lavori fossero più efficienti in termini di tempi e di risorse ma anche che si integrassero meglio gli uni con gli altri.

Le linee guida dell’IPPUC sono fondamentalmente quattro: promuovere il trasporto pubblico anziché la mobilità privata, sostenere le necessità delle persone e non gli interessi delle aziende, venire incontro ai bisogni dei più poveri e soprattutto non spendere soldi che non si hanno.

Oltre ad essere famosa come la “capitale verde” del Brasile coi suoi 52 metri quadri pro capite di parchi, tra i tanti risultati ottenuti dal città due sono diventati particolarmente noti in tutto il mondo. Uno è il sistema di trasporto urbano e l’altro è la gestione dei rifiuti.

Il piano urbanistico di Curitiba è stato realizzato pensando in maniera integrata l’uso del suolo e la mobilità. La città si sviluppa secondo una serie di assi portanti che divertono il traffico dal centro città anziché convogliarlo e che fungono da direttrici per le nuove espansioni dell’agglomerato urbano. Questi assi fungono inoltre da guide per le nuove aree di espansione cittadine, in maniera tale che non crescano disordinatamente ma siano collegate al sistema ed adeguatamente provviste di servizi.

Il trasporto pubblico di Curitiba è stato preso ad esempio da moltissime città del mondo per avere coniugato i bassi costi con un’alta efficienza. Esso si basa su una flotta di autobus di superficie che si muovono su corsie riservate. In questo modo, non subendo i ritardi dovuti al traffico della mobilità privata, gli autobus di Curitiba hanno tempi di percorrenza pari a quelli della metropolitana sotterranea, trasportando anche lo stesso volume di persone, ma ad un ottavo dei costi.

Si sono risparmiati infatti i costi degli scavi – che si sarebbero protratti per anni prima dell’entrata in funzione del sistema – potenziando piuttosto una rete già esistente ed immediatamente disponibile.

Le fermate degli autobus sono progettate in maniera tale da velocizzare la discesa e la salita dei passeggeri. Inoltre le piattaforme sono parallele al piano degli autobus, ed in questo modo i mezzi sono accessibi anche a portatori di handicap e persone dalla mobilità ridotta.

L’efficienza del sistema fa sì inoltre che per ottenere lo stessa frequenza nelle corse sia necessario un numero inferiore di autobus rispetto ai trasporti pubblici di altre città, con un risparmio di carburante, manutenzione e gestione dei mezzi. Il trasporto pubblico oltretutto è integrato con oltre 200 chilometri di piste ciclabili.

Il successo del sistema di trasporto è tale che nonostante Curitiba sia una delle città col più alto numero di auto per persona, oltre il 90% degli abitanti si sposta utilizzando i mezzi pubblici.

Per quello che riguarda i rifiuti, invece, il programma “Green Exchange” si basa sull’inclusione sociale e sui benefici che sia le persone che l’ambiente ne ricavano. Esso nacque dalla necessità di limitare l’inquinamento ed il degrado della città, specie nei quartieri più poveri, e creare nel contempo dei posti di lavoro che dessero la possibilità di mantenersi autonomamente anche alle famiglie in difficoltà. Le famiglie che portano i materiali ai centri di riciclaggio ricevono in cambio generi di prima necessità come frutta e verdura fresca. Questo permette anche di sostenere la produzione delle aziende agricole della cintura verde intorno alla città.

C’è anche un programma rivolto ai bambini, in cui in cambio dei rifiuti riciclabili vengono date attrezzatura per la scuola, giocattoli e cioccolata.

Attraverso il suo approccio alla questione dei rifiuti la città è arrivata a riciclare il 70% dei materiali. Il denaro ricavato dalla vendita dei materiali viene reinvestito per la città, attraverso programmi di utilitù sociale o nella manutenzione del sistema di raccolta differenziata. Inoltre questo garantisce la raccolta dei rifiuti anche nelle zone in cui è più difficile organizzare una raccolta tradizionale.

Il successo di questi e molti altri progetti di Curitiba deriva da una serie di fattori. Il primo è il rapporto tra il tempo impiegato nell’implementare i programmi e il denaro necessario. Anziché scegliere soluzioni onerose che avrebbero richiesto anni di lavoro per partire, laddove possibile sono state scelte strade più semplici ma di più veloce attuazione e meno costose. In questo modo si è ottenuto un servizio che oltre a non essere gravato dai debiti della costruzione si autofinanzia e produce le risorse per il proprio miglioramento.

In secondo luogo si è scelto di prevenire i problemi anziché porre loro rimedio in una situazione di emergenza. Questo abbassa i costi e previene i rischi legati alla mancanza di pianificazione dovuta all’urgenza. Il piano inoltre non viene mai considerato concluso, ma è un terreno di lavoro vivo, che tiene conto di come quanto già fatto influisca sulla città e di cosa ci sia bisogno nel corso del tempo. Infine, la creatività e la ricerca di soluzioni adatte ai problemi specifici sono state utilizzate laddove non c’erano le risorse finanziarie.

Viene spesso sottolineato come il successo delle iniziative stia anche nel fatto che tutto il progetto sia stato discusso e comunicato con chiarezza, portando la popolazione a fare propri i valori del piano, contribuendo a mantere il sistema in funzione.

Mentre in molti sono convinti che le soluzioni ispirate ad un’etica della sostenibilità ambientale siano in conflitto con la crescita economica, Curitiba ha dimostrato che non solo non è così, ma che investire nelle risorse che davvero compongono una città – le persone e l’ambiente – non può che portare vantaggi sia sul breve che sul lungo periodo.

2 Commenti

  1. Loredana 8 maggio 2010 at 13:18 #

    52 metri quadrati pro capite di verde è un sogno assoluto!
    A milano se ne avessimo 10 sarebbe già un salto di qualità!!!

  2. MATTEO 25 dicembre 2010 at 18:46 #

    se in italia avessimo la mentalità e il coraggio nel cambiamento come avvenuto a curitiba negli ultimi anni potremmo finalmente dire (origado brazil),INVITEREI I POLITICI ITALIANI A VIVERE UN PO IN CURITIBA O IN GENERALE IN BRASILE X CAPIRE COSA è MEGLIO X L’UMANITà

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