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Bus Roots: gli autobus col tetto verde a New York

L'idea di spostare il verde dagli immobili ai mezzi di trasporto dotati di tetto è del designer di origine messicana Marco Castro Cosio

Non solo le case possono avere un tetto verde, a New York c’è un autobus che da parecchi mesi porta a spasso un giardinetto.

Le piante grasse che crescono sul tetto del bus fanno parte di un laboratorio mobile di ecologia: il biobus è dotato di microscopi e apparecchiature per spiegare la scienza agli studenti e tutto funziona grazie a pannelli solari, una turbina eolica e un motore alimentato con oli usati dai ristoranti.

La proposta di coprire di verde i tetti di tutti i 4.500 bus della grande mela si chiama Bus Roots, aggiungendo un giardino pubblico ambulante della dimensione di 14 ettari.

L’idea di spostare il verde dagli immobili ai mezzi di trasporto dotati di tetto è del designer di origine messicana Marco Castro Cosio, che presenta la sua idea alle fiere ecologiche invitando i curiosi a salire su una scala per apprezzare il benessere delle piante che vivono sul bus. Sul banco ha dei modellini di pulmino scolastico e corriera di linea con erba sul tetto.

Nella sua tesi di laurea Castro Cosio sostiene che le città potrebbero guadagnare spazi verdi, e con essi una migliore qualità ambientale, incrementando le aree destinate a verde pubblico. Sappiamo bene quali benefici offre la vegetazione sia in termini di riduzione dell’inquinamento (cattura delle polveri), che di umidificazione e mitigazione del riverbero (isola di calore urbana).

I tetti dei mezzi pubblici stanno esposti al sole per buona parte della giornata, l’avere delle piante ad ombreggiare la lamiera renderebbe più fresca l’aria all’interno del bus, riducendo il bisogno di climatizzazione artificiale.

Immagino anche che non sia stato presa in considerazione il lavoro delle api bottinatrici, che potrebbero segnalare alle loro sorelle la presenza di fiori in una posizione per poi scoprire che il prato si è spostato. Dettaglio trascurabile per un designer maggiormente interessato agli aspetti estetici rispetto alla funzionalità ecologica di un microhabitat.

Scherzi a parte, non è stato calcolato (e secondo me sarebbe vitale farlo per una corretta analisi degli effetti ambientali) il maggior consumo di carburante dovuto al peso del terriccio e delle piante trasportate.

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