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Cuba sceglie l’eolico

L’Havana ha scelto di allontanarsi dalle fonti fossili per proteggere l'ambiente e di puntare sempre di più sulle energie rinnovabili

Cuba ha deciso di puntare sempre di più sulle energie rinnovabili.

Lo ha spiegato il portavoce del ministero dell’Industria, Argelia Balboa, in una conferenza sul futuro energetico dell’isola.

L’Havana ha scelto di allontanarsi dalle fonti fossili per proteggere l’ambiente e di puntare sempre di più sul rinnovabile, specialmente sull’eolico.

Nonostante l’embargo commerciale, Cuba ha fatto passi avanti nel settore energetico. Il margine di elettrificazione ha toccato il 98% della popolazione.

Significa che solo 120mila famiglie non sono raggiunte dalla corrente elettrica a causa della posizione remota in cui vivono. Con 11 milioni di abitanti, l’isola si è sempre retta sui generatori diesel, che però hanno un forte impatto ambientale sull’ecosistema caraibico. L’Havana ha perciò deciso di puntare su moduli solari, eolici e sul biogas da legno. Si tenterà di passare dalla “generazione centralizzata di grandi centrali termoelettriche a quella diffusa”.

Alla fine del 2010 sull’isola erano installati novemila moduli fotovoltaici, 8.600 rotori eolici, seimila moduli solari-termici e quattro parchi eolici con venti piccoli generatori. Non bisogna dimenticare che alla produzione di energia pulita concorrono anche 554 impianti a biogas, 600 forni a biomassa per la produzione di mattoni e 173 impianti idroelettrici nelle zone montane, dove forniscono energia a 35mila abitanti dell’area.

Una fonte che il governo sta cercando di sfruttare è quella derivante dalla lavorazione della canna da zucchero. L’isola è infatti uno dei maggiori produttori mondiali e ogni anno migliaia di tonnellate di materia vegetale, considerata scarto di produzione, vengono gettate in discariche. Una fonte di energia potenzialmente rilevante.

Anche se Cuba si è impegnata per diventare più green c’è ancora molto da fare. Il maggior  problema è quello di reperire finanziamenti a lungo termine che diano un impulso concreto alla diffusione delle energie rinnovabili. Non bisogna dimenticare che Cuba riceve come forma di “amicizia” dal Venezuela, uno dei maggiori esportatori mondiali di petrolio, gasolio a prezzi molto bassi che “drogano” l’economia cubana rallentando la diffusione di altre fonti energetiche. Per cercare di cambiare la situazione Cuba parteciperà alla seconda riunione tecnica sulle energie rinnovabili dell’Osservatorio per l’America Latina e i Caraibi che riunisce dodici paesi della regione e ospiti provenienti da Cina, India e Spagna.

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