Tanto sgradevoli quanto necessarie, purtroppo le discariche sono un “male necessario”, luoghi dove raccogliere rifiuti solidi che non possono essere riciclati, ma che in Italia si trasformano spesso in luoghi dove gettare qualsiasi cosa.
Come è ovvio, più grande è un nucleo urbano, maggiore è la quantità di rifiuti generata e di conseguenza la grandezza della discarica che dovrà accoglierli. Come logico risvolto di questo ragionamento, non deve stupirci il sapere che la discarica più grande del mondo si trova nel sobborgo newyorkese di Staten Island, la Freshkills Landfill.
Grande 890 ettari, circa 3 volte Central Park, è stata aperta nel 1948 e nel corso degli anni è arrivata a raccogliere, fino al 2001, anno della sua chiusura, quasi 29mila tonnellate di rifiuti al giorno, pari ad un totale stimato di 150 milioni di tonnellate di rifiuti solidi ammassati.
Questo enorme spazio potrebbe però venire rivalutato, grazie ad un progetto che prevede la ricollocazione di Freshkills in quello che diventerebbe il più grosso parco dell’area metropolitana della Grande Mela.
Il progetto prevede una conversione totale in una zona verde, dove pare ci saranno posti per giocare, camminare, correre e persino per sciare. Il parco offrirà anche zone ecologiche di ristorazione e di programmazione culturale ed educativa, compresa la possibilità di effettuare dimostrazioni al pubblico sulle energie rinnovabili.
Circa il 45% del sito del parco è stato un tempo utilizzato per le operazioni di discarica, ma il resto della terra è attualmente composta da zone umide, canali aperti, e zone brulle. La trasformazione completa continuerà per i prossimi 30 anni, con diverse fasi nei prossimi anni dove sarà possibile fornire al pubblico l’opportunità di vedere l’interno del sito, una combinazione unica di bellezze naturali e artificiali.
Ma non è tutto, perché il NYC Department of Sanitation sta già sfruttando la discarica per la raccolta del metano dai rifiuti in decomposizione: 22mila abitazioni sono illuminate da questo gas, la cui vendita frutta undici milioni di dollari ogni anno. Altre strategie ecologiche comprendono l’uso di pannelli solari, turbine eoliche, impianti di riscaldamento e raffreddamento geotermico e l’adesione gli standard LEED per quanto riguarda l’edificazione in loco.
Iniziata nel 2003, come abbiamo detto prima questa conversione dovrebbe durare 30 anni, un periodo nel quale tante cose possono succedere, ma poter godere in futuro di una vista mozzafiato su Manhattan da quella che era la discarica più grande del pianeta, rimane comunque una prospettiva assai intrigante.








