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Un’Europa green e interconnessa

La Commissione Europea ha emanato il nuovo piano continentale per i trasporti volto a migliorare la mobilità, riducendo le emissioni di gas nocivi e diminuendo la dipendenza dal petrolio

Abbattimento delle emissioni e miglioramento della circolazione. Ecco l’obiettivo dell’Europa per i prossimi 40 anni.

La Commissione Europea ha infatti emanato il nuovo piano continentale per i trasporti volto a migliorare la mobilità e l’integrazione delle linee di trasporto dell’Unione, riducendo contemporaneamente le emissioni di gas climalteranti e tagliando le importazioni e la dipendenza dal petrolio. E non solo.

L’ambizioso disegno ha, come ulteriori obiettivi, che le misure adottate attirino da un lato (ingenti) investimenti nelle infrastrutture necessarie, dall’altro realizzino finalmente quel cambio di modalità di trasporto sia merci che passeggeri necessario per il rilancio della competitività economica e occupazionale. Perché, se è vero che da anni oramai nella Comunità esiste la libera circolazione delle persone e delle merci, dal punto di vista dei diritti, la sfida dell’Europa unita ha iniziato a giocarsi anche su un sistema di trasporti con minori barriere infrastrutturali e maggiore efficienza.

L’urgenza e il massiccio impegno del piano nascono anche dalla constatazione di come i trasporti siano – secondo l’UE – vitali per economia, crescita dell’occupazione e qualità della vita. In tale settore, infatti, sono impiegate direttamente dieci milioni di persone e rappresentando il 5% circa del prodotto interno lordo dell’UE. In media, una famiglia spende il 13% del proprio bilancio per i trasporti.

Ma vediamo in dettaglio alcuni particolari.

Tra gli scopi più ambiziosi da raggiungere entro il 2050 – che, se attuati, porteranno a un taglio del 60% delle emissioni del settore trasporti – la Comunità ha previsto che nelle città si elimini l’uso di auto a benzina, che il trasporto merci e passeggeri per le lunghe distanze sia, per il 50%, coperto da ferrovie e vie navigabili, che le compagnie aeree aumentino considerevolmente l’utilizzo di carburanti meno inquinanti e che il trasporto marittimo tagli del 40% le emissioni di carbonio. Dal punto di vista della semplificazione, entro il 2020 si dovrà poi realizzare l’interconnessione dei sistemi di informazione, gestione e pagamento dei trasporti. Entro il 2050, poi, tutti i principali aeroporti e i più importanti porti marittimi dovranno essere collegati alla rete ferroviaria, preferibilmente attraverso l’alta velocità.

Il tutto, peraltro, secondo l’UE dovrà avvenire con l’applicazione dei principi “chi usa paga” e “chi inquina paga” per finanziare le infrastrutture di trasporto.

Un forte impegno richiesto per ottenere un’Europa al passo col futuro, che, si sa, non aspetta.

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