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La fotografia digitale che vi fa toccare gli oggetti che ritrae

Fotografia, reale o virtuale? Oggi può essere difficile distinguerle, per capirne di più abbiamo intervistato Romy Tesei, fondatore di U6studio

Fotografia, reale o virtuale? Oggi può essere difficile distinguerle. Per capire come le foto virtuali siano arrivate a questa perfezione e quali ne siano le potenzialità abbiamo intervistato Romy Tesei, fondatore di U6studio, società che ha appena festeggiato i 10 anni di primati in tale campo.

Come ha iniziato la sua attività?

Ho sempre avuto una passione viscerale per tutto quello che è colore, forma, composizione e informatica, non potevo far altro che questo lavoro, anche se quando ho iniziato non esisteva un mercato di riferimento, erano più i dubbi delle certezze. Dopo aver conosciuto Francesco Bonifazi, un architetto con la mia stessa passione, è nato U6studio.

A cosa può servire la fotografia virtuale?

La virtuale è fondamentalmente una fotografia tradizionale ma senza l’impegno del soggetto, perché vengono meno le problematiche tipiche degli elementi che devono comporre l’immagine. Quindi la sua utilità è fondamentalmente la medesima.

I vantaggi principali riguardano soprattutto i costi, che di norma vengono letteralmente abbattuti, ma anche altre caratteristiche, come l’essere completamente svincolati dalle leggi della fisica (ad es. se dobbiamo realizzare uno scatto in esterni con precise condizioni climatiche, non dobbiamo attendere la natura ma la ricreiamo artificialmente).

E specificamente dal punto di vista ambientale?

La caratteristica fondamentale del nostro lavoro sta nell’utilizzare solo materia virtuale. I mobili dei nostri set non sono costruiti con del legno proveniente dagli alberi e non sono stati trasportati in uno studio fotografico da dei camion, e salta completamente tutto il processo di trasformazione di queste in mobili, pareti, pitture ecc. Tutto quel che occorre è l’elettricità per i computer che un buon impianto fotovoltaico può fornire.

Come si realizza una foto virtuale e con quale tecnologia?

Ovviamente alla base del nostro lavoro ci sono il computer con appositi software e internet. Dopodiché attraverso foto (anche realizzate con la macchinetta digitale) e file 3D, realizziamo delle textures, ossia delle foto del materiale reale che vengono poi “spalmate” sul modello virtuale. Per capirci è meglio: se nella scena vi è un parquet, realizzeremo una serie di parallelepipedi ai quali verrà assegnata una foto dell’essenza legno voluta. Altro elemento fondamentale poi sono le luci che collochiamo nello “spazio virtuale” in base agli effetti che si vogliono dare. Dopo una serie di test tecnici si passa alla fase di post-produzione all’interno della quale si mettono a punto le caratteristiche di saturazione, contrasto, ecc. e se necessario si aggiungono specifici effetti.

Potete farci esempi di lavori realizzati?

La nostra esperienza è in tutti i campi dell’arredamento (zona giorno, zona notte, cucine, bagni, product design). Per questo più che le nostre parole, parlano i nostri lavori.

fonte immagine | merrygo.cgsociety.org

1 Commento

  1. dinev 1 luglio 2011 at 01:52 #

    grande capo!!!

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