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Bromelia, la soluzione very smart per l’acqua in città

Un innovativo sistema nell'ambito della bioclimatica ideato da un italiano permette di raccogliere l’acqua e conservarla per un uso successivo

Lo studio d’architettura Lauria ha sviluppato un sistema rivoluzionario nell’ambito della bioclimatica denominato BROMELIA, che permette di raccogliere l’acqua e conservarla per un uso successivo.

Le bromelie sono state inserite all’interno del progetto di riqualificazione e riassetto territoriale dell’isola di Cotijuba, di pertinenza del Comune di Belem. L’isola, di circa 20 kmq d’estensione, si trova nel bacino idrografico del Rio Negro al nord del Brasile, dove le piogge sono costanti. Sarà la prima a usufruire di questo innovativo sistema della bioclimatica.

Il progetto di recupero in corso si prospetta come piano strutturale per lo sviluppo di un turismo sostenibile. Questo progetto fa parte degli interventi programmati dallo Studio Lauria per il rilancio urbanistico e ambientale della città brasiliana di Belem.


Come coniugare il fabbisogno idrico con l’arredo urbano? Lo abbiamo chiesto all’architetto Daniele Lauria, inventore di BROMELIA.

Cosa è e come nasce BROMELIA?

La bromelia è una pianta tropicale intelligente perché, grazie alla sua cavità centrale, riesce a ricaricarsi d’acqua durante i temporali per poi riusarla nei periodi più secchi. L’ho vista all’opera durante un acquazzone sulle colline di Sao Paolo in Brasile: è nata così l’idea di realizzare una “bromelia” molto più grande, un “imbuto” che riesce a captare la pioggia e convogliarla in serbatoi per riusi successivi.

Che importanza può avere nei centri urbani?

La “bromelia” così come l’ho disegnata è inserita in alcuni progetti di riqualificazione della città di Belem (capitale dello Stato del Parà, nel nord del Brasile) che ha problemi di approvvigionamento di acqua pur essendo una località dove, in certi periodi dell’anno, piove moltissimo. In ogni caso la bromelia può essere usata in qualsiasi città del mondo, visti anche i cambiamenti climatici che stiamo vivendo. Infatti rispetto ad un semplice serbatoio ha il vantaggio, grazie al suo design che la rende anche un elemento di arredo, di prestarsi anche a molti usi “urbani”: fermata del bus, luogo di seduta e sosta, spazio per la visualizzazione di informazioni.

La bromelia può essere utile in tutti quei luoghi in cui si ritiene opportuno usare acqua non potabile per usi diversi da quello alimentare: annaffiare verde urbano così come colture agricole, per il lavaggio di macchinari o la pulizia di spazi aperti e perfino, con l’uso di filtri, per i servizi igienici dei residence turistici. In ogni caso è utilissima laddove è difficile arrivare con un acquedotto pubblico o c’è scarsità di acqua. Inoltre, se le tecnologie lo permetteranno, il progetto potrebbe contemplare l’uso, nella parte cava superiore, di una pellicola fotosensibile per rendere la “bromelia” indipendente dal punto di vista energetico.

Quando potremo vedere la prima in azione?

Secondo i programmi, le prime bromelie dovrebbero essere realizzate nell’isola “turistica” di Cotijuba che è amministrata dalla città di Belem per la quale è nato il progetto in vista dei 400 anni dalla sua fondazione (2016). Comunque è un progetto “aperto” al mondo!

fonte immagine | professionearchitetto.it

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