Il problema dello smaltimento dei rifiuti si sta facendo ogni giorno più pressante e non tutte le nazioni sembrano aver percepito che su questo campo di gioco di svolge una partita fondamentale per il futuro della Terra.
Nel Regno Unito sembra invece che il problema sia preso molto seriamente, specie dopo lo scandalo denunciato dal Daily Telegraph qualche mese che mostrava come la situazione a Londra non fosse poi tanto diversa da quella di Napoli, tant’è che il governo ha varato un ambizioso piano che dovrebbe permettere da un lato la riduzione della produzione di rifiuti, dall’altro l’aumento significativo del loro smaltimento.
Come riuscirci? Per prima cosa serve un’azione culturale, mirata a sensibilizzare i cittadini sul tema della raccolta differenziata, vero plus che permette uno smaltimento più veloce, ordinato ed efficace. In secondo luogo aziende e industrie saranno regolamentate, attraverso leggi severe, per quanto concerne i materiali da abbandonare in discarica e la produzione di materiali e sostenze non biodegradabili.
Incentivi sostanziosi saranno elargiti alle aziende che si occupano di riciclaggio: lo spettro della nuova normativa si concentrerà in particolare su prodotti realizzati in plastica, acciaio, alluminio e vetro. Grande attenzione è posta allo sfruttamento dei rifuti come fonte d’energia: questi possono essere trasformati in energia per alimentare case e macchine.
In uno scenario generalmente sconfortante brillano alcune eccezioni virtuose: Bristol, ad esempio, entro tre anni non porterà più nessun rifiuto in discarica, visto che in parte questi saranno riciclati, in parte smaltiti grazie ad un sistema di trattamento biologico che sfrutta tecniche quali il compostaggio e la digestione anaerobica.
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