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Vaccini ad alta velocità: dal virus alla cura

Un aggromerato di conoscenza per la produzione di anticorpi che porteranno alla scomparsa di ogni malattia. Queste sono le speranze del metodo biologico sistemico che consente l'elaborazione di vaccini ad alta velocità capaci di battere anche il virus dell'AIDS

I metodi tradizionali di progettazione dei vaccini si basano su tentativi. Gli scienziati elaborano alcune ipotesi sulla base delle quali sviluppano una formula che dovrebbe provocare una risposta immunitaria e bloccare l’agente patogeno. Fatto ciò, testano la formula su migliaia di persone e registrano i risultati.

Oggi, il metodo tradizionale non è di certo il più quotato ed è imparando dagli insuccessi della medicina che sono stati sviluppati metodi di ricerca alternativi. Con una metodica adeguata non ci sarebbero più malati, nessun agente patogeno troverebbe terra fertile in un essere umano. Nessun malato, è questo che accadrebbe se i ricercatori disponessero di un modo più rapido ed efficiente per lo sviluppo e la valutazione dei vaccini.

Nella città ideale, gli scienziati sanno esattamente quali geni devono essere attivati e quali disattivati per contrastare malattie come l’Aids, la tubercolosi e l’influenza. I ricercatori potrebbero mettere insieme tutte le informazioni a loro disposizione così da ottenere una sorta di impronta digitale che garantisce l’immunità protettiva da agenti infettanti.

In una SmartCity dovrebbe esserci un database universale dove gli scienziati potrebbero confrontare centinaia di possibili formule e scegliere di somministrare solo la formula che si avvicina di più a quella vista nell’impronta digitale. In tal modo si arriverà ai trial sull’uomo con un vaccino dal successo virtualmente garantito.

Fin poco tempo fa, questa strategia era solo un sogno. Attualmente, gruppi di ricercatori in biologia dei sistemi, sta formando dei modelli che muovono i primi passi verso lo sviluppo di strumenti che potrebbero migliorare enormemente la progettazione di vaccini. Questi scienziati stanno scoprendo le risposte immunitarie necessarie per contrastare il virus dell’HIV e utilizzando il modello biologico sistemico, i risultati non si fanno attendere.

La Biologia dei Sistemi è una nuova area di ricerca e certamente renderà più rapido ed efficiente lo sviluppo e la sperimentazione di nuove formule di vaccini. Alcuni studi hanno visto che le scimmie possono essere infettate con un virus molto simile a quello dell’HIV. Il virus in questioni si chiama SIV e come l’HIV provoca immunodificenza. E’ possibile infettare le scimmie per condurre studi sfruttando le somiglianze tra il virus SIV e il virus che attanaglia la società umana, l’HIV.

I ricercatori del Seattle BioMed, sfruttando il medoto biologico sistemico, stanno già testando alcuni vaccini basati sul virus SIV. Considerato che l’HIV e il SIV sono molto simile e soprattutto che il DNA delle scimmie è paragonabile a quello umano, con questi studi, il BioMed di Seattle potrebbe ricavare un profilo di risposta ottimale nelle scimmie che fornirebbe le basi per scovare l’impronta digitale per il vaccino contro il virus dell’Aids.

fonte immagine | nsd.it

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