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Un pallone aerostatico gigante per raffreddare la Terra

L’idea è quella di riuscire a replicare l’effetto che genera una esplosione vulcanica ovvero di generare una reazione chimica tra le particelle "sparse" dal pallone aerostatico e quelle dell’aria

Un pallone aerostatico gigante, dalle dimensioni pari a quelle di una campo da calcio, sospeso ad un’altitudine di 20 Km da terra potrebbe essere la soluzione al problema del riscaldamento globale del nostro pianeta.

Questa futuristica soluzione è stata proposta ufficialmente durante il British Science Festival di Bradford da un team di ricercatori di alcune delle migliori università del Regno Unito (Bristol, Cambridge, Edimburgo e Oxford) coadiuvati dal Marshall Aerospace, un’azienda specializzata nella progettazione in campo aerospaziale.

Il progetto definito SPICE (acronimo che sta per Stratospheric Particle Injection for Climate Engineering) è già in fase di test operativo (anche se con alcune consistenti limitazioni visto che l’altitudine cui è stato posto è “soltanto” di 1Km) nell’area dell’ex aeroporto di Sculthorpe, nella contea di Norfolk, Inghilterra orientale.

Il pallone, gonfiato di elio, sarà collegato alla terraferma da un lungo cavo che avrà una doppia funzione ovvero di mantenerlo ancorato a terra e di inviare ad esso particolari particelle chimiche da “spargere” nella troposfera.

L’idea è quella di riuscire a replicare l’effetto che genera una esplosione vulcanica ovvero di generare una reazione chimica tra le particelle “sparse” dal pallone aerostatico e quelle dell’aria ottenendo la formazione di blocchi di nuvole in cielo che contribuirebbero a respingere i raggi solari e abbassare la temperatura della terra.

E’ quindi una sorta di effetto specchio quello che ha immaginato il team di ricerca basandosi sullo studio dell’eruzione vulcanica del Mount Pinatubo nelle Isole Filippine  datata 1991 che aveva contribuito, grazie alla formazione di nubi da essa generata, ad abbassare la temperatura terrestre di circa 0,5° C.

Ma non sarà questa l’unica caratteristica di cui sarà dotato questo gigantesco pallone. In fase di test i ricercatori hanno infatti collegato ad esso anche un secondo cavo che, pompando acqua dal sottosuolo alla velocità di oltre 100 litri al minuto, provvede a farla arrivare in quota per poi farla tornare sulla terraferma sotto forma di “pioggia artificiale”, contribuendo ulteriormente all’abbassamento delle temperature.

L’idea del team di ricercatori, se la fase di test darà riscontri positivi, è quella di utilizzare nei prossimi anni una ventina di questi particolari palloni aerostatici che nel loro complesso, secondo le stime attuali, dovrebbero garantire una riduzione della temperatura di circa 2° C.

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