Londra ha dato il via a una novità importante in campo formativo. Il governo Cameron ha infatti appena eletto le Scuole Libere. Le Free Schools, questo il nome originale, sono partite con il nuovo anno scolastico e sono già fonte di discussione per politici e opinione pubblica inglese.
Le scuole sarebbero svincolate dal programma curriculare di studi proposto dal Ministero dell’Istruzione e dunque, la decisione di insegnamenti, orari e programmi arriva proprio dai diretti interessati, ovvero da insegnanti, studenti, presidi e, in molti casi, dai genitori.
Al momento le scuole in partenza a Londra sono 24, selezionate su 323 proposte dalle associazioni ma sono destinate ad aumentare. E i presupposti fanno emergere un’opinione pubblica divisa. Un’indagine del Sunday Times ha rilevato che, in merito alle scuole libere, il 35% degli intervistati è favorevole, il 38% contrario e i rimanenti sono incerti. Alcuni pensano che il Ministro dell’Istruzione inglese Michael Gove abbia avviato, con le Free Schools, un sistema formativo elitario e di nicchia.
Mary Bousted, segretario generale dell’Associazione Insegnanti commenta: “Nel complesso il sistema delle scuole libere è totalmente non democratico e porta via considerevoli fondi pubblici a detrimento di chi ne avrebbe più bisogno”. Secondo altri, il sistema favorirebbe la segregazione sociale in un modo apparentemente democratico e, dietro alla Big Society, sarebbe nascosto il bisogno di tagliare le spese destinate alla scuola pubblica.
Le Free Schools però, slegate sia dalle scuole private con le rette spesso inaccessibili (anche 35 mila euro annuali) che dalle scuole pubbliche, cominciano a diffondersi soprattutto su richiesta locale di insegnanti e genitori. Da insegnamenti classici e materie come greco e latino fin dalle elementari, a istituti religiosi fino a strutture innovative che propongono yoga e meditazione come materie di studio.
“Dobbiamo essere ambiziosi, se vogliamo ricucire la nostra società, perché l’istruzione non solo dà la possibilità di vivere bene, ma permette anche di diventare dei buoni cittadini”, ha dichiarato il primo ministro inglese David Cameron.
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