Fino ad oggi, l’uomo ha sognato di parlare con la propria automobile, fedele compagna di viaggio e testimone di gioie e malumori di ogni giorno. Purtroppo non molti sono riusciti nell’intento, a parte il protagonista del mitico telefilm Supercar, che aveva il privilegio di contare su una macchina umana e parlante!
Ma se una serie Tv non può diventare realtà, gli esseri umani possono di certo inventarsi qualcosa di ugualmente rivoluzionario: saranno le automobili a comunicare tra di loro, evitando ai loro conducenti sinistri e incidenti più o meno gravi. Ci sta pensando la General Motors, che si prepara a portare sul mercato nel 2015 l’innovativo sistema Vehicle to Vehicle: grazie a uno speciale software installato sulle vetture, i mezzi saranno in grado di condividere tra di loro informazioni circa la posizione, la velocità a cui viaggiano e altri preziosi dati, che contribuiranno ad abbassare i rischi legati alla circolazione stradale.
Proprio come l’ormai collaudato sistema peer to peer, che permette a due computer di condividere file e documenti in rete, il v2v si basa su un sistema di comunicazione da remoto: il software avvisa il veicolo della presenza di un altro veicolo fuori dal campo visivo del conducente o, per esempio, della sosta di una macchina in un punto in cui è difficle o impossibile vederla.
Come funziona tecnicamente? I mezzi v2v sono dotati di sistemi GPS e moduli wireless LAN che si mettono in contatto tra loro a qualche centinaio di metri di distanza, rilevando reciprocamente posizione, velocità, accelerazione e direzione di marcia. Vi state chiedendo a che cosa serve tutto questo? La General Motors si è avvalsa di ricerche statunitensi e australiane che hanno confermato che una grande parte, se non addirittura la maggioranza degli incidenti stradali, avviene per errore umano: un software di questo tipo metterà in guardia gli automobilisti, avvertendoli anticipatamente di possibili ostacoli o pericoli.
Si prevede che gli incidenti potrebbero diminuire dal 35% sino all’80%, secondo le migliori stime. Ottimista è la visione di Mike Hammer, ingegnere della GM che ha presentato recentemente il progetto: “Per il momento questi sistemi avanzati si trovano solo sui veicoli più costosi, ma è una situazione destinata a cambiare, perchè la vera bellezza del v2v è che è economico: entro una decina d’anni verrà utilizzato su tutte le auto e non solo. Persino i ciclisti potranno portare un trasmettitore con sè. E le strade saranno davvero più sicure per tutti”.
fonte immagine | thecarconnection.com







