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Swaminarayan Museum, dall’India il museo eco-friendly

Inaugurato in India un museo smart, dove il sacro delle opere esposte sarà affiancato al profano dei nuovi materiali usati per la costruzione e allo sfruttamento delle energie rinnovabili

Il settore dell’edilizia si presta molto alla sperimentazione di nuove tecnologie, sia dal lato prettamente strutturale, con nuovi materiali sempre più resistenti e leggeri, sia dal punto di vista dell’impatto ambientale, con soluzioni all’avanguardia per ciò che riguarda il sostentamento energetico delle stesse strutture e dell’impatto che avranno sull’ambiente circostante.

Un paese che si sta dando parecchio da fare su questi fronti è l’India, che negli ultimi mesi ha puntato decisamente sulle energie rinnovabili e di conseguenza sulla consapevolezza che per togliere da condizioni di povertà milioni di abitanti del paese c’è bisogno di puntare sulle nuove tecnologie. Una di queste nuove tecnologie, mai sperimentata prima d’ora, riguarda il nuovo museo che ha aperto il cinque marzo scorso a Ahmedabad, nello stato indiano del Gujarat.

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L’edificio, chiamato Swaminarayan Museum, è infatti realizzato con blocchi di cenere volante (un sottoprodotto della combustione di carbone polverizzato nelle centrali termoelettriche) invece che i soliti mattoni. Stando alle parole di Sandeep Sheth, segretario del Swaminarayan Museum, questo è il primo esperimento del genere che vede coinvolto un materiale come la cenere nel campo dell’edilizia.

Per quanto riguarda invece le altre caratteristiche dell’edificio, quelle che a noi interessano sono il fatto che le rinnovabili sono presenti pure in questa struttura, dove l’energia derivata dal sole produrrà l’elettricità richiesta mentre il vento verrà opportunamente sfruttato per evitare l’uso dei condizionatori d’aria nei mesi più caldi. Tutti i vetri sono doppi, così da garantire un adeguato isolamento, e anche i muri sono stati realizzati tenendo in mente il risparmio energetico che si ottiene con una schermatura ottimale.

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Per quanto riguarda l’acqua,invece, quella piovana verrà appositamente raccolta in cisterne sotterranee, così da poterla riutilizzare ad esempio nei bagni pubblici. Per concludere, il sistema di sicurezza interno sarà interamente wireless, così da ridurre i numero di fili e cavi, mentre all’esterno 300 alberi allieteranno la visita dei turisti o dei semplici devoti. Questo museo infatti è stato voluto per mostrare 5000 artefatti usati in vita da Swaminaryan, fondatore del credo induista Swaminarayan, e copre una superficie di 20500 mq, di cui quelli destinati al complesso museale sono ben 16300.

fonte immagine | gujaratvibrant.com

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