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Xam, un urban vehicle ibrido tutto italiano

Dal Politecnico di Torino arriva Xam, un urban vehicle alimentato a benzina, etanolo o dal motore elettrico interamente realizzato con materiali riciclabili

Una novità rilevante dal fronte della mobilità sostenibile arriva da un gruppo di studenti del Politecnico di Torino. Si chiama Xam, acronimo di eXtreme Automotive Mobility, ed è un prototipo di citycar a bassissimo dispendio energetico realizzata con l’impiego di materiali riciclabili che ha da poco partecipato alla competizione internazionale Shell Eco Marathon.

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Xam è stata progettata dal team H2PolitO e le prestazioni del veicolo non tradiscono l’originalità evocativa del suo nome, visto che riesce a percorrere ben 100 km con un solo litro di carburante (alla velocità di 30 km orari). Il veicolo futuristico è realizzato interamente con materiali riciclabili: il team torinese infatti ha scelto la fibra di lino come materiale di rivestimento esterno della vettura per renderla più leggera e manovrabile e per ottenere un risparmio nei consumi.

Con un peso di 193 chilogrammi e una lunghezza inferiore ai 3 metri, la city-car rappresenta un ulteriore passo avanti verso la sostenibilità ambientale delle auto grazie alle basse emissioni di Co2. Anche il motore va nella direzione di eco-compatibilità: sviluppa una potenza di 2kW che le fanno raggiungere i 100 km orari ed è alimentato da un propulsore ibrido che gestisce un motore termico alimentato a benzina o etanolo, e uno elettrico.

Xam si è aggiudicata anche la Formula Electric and Hybrid Italy organizzata dall’Associazione Tecnica dell’Automobile (Ata) e da Enea. Per ora la piccola macchina elettrica ha portato a casa un premio per il design ma un domani potremmo trovarla tra le strade delle nostre città come altri urban vehicle di ultima generazione.

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Così commenta i risultati raggiunti Francesco Monti, manager del team del Politecnico di Torino: “Siamo i primi italiani a gareggiare in questa formula sportiva all’insegna dell’ecologia ed è stata una bella soddisfazione battere le Università straniere che hanno un’esperienza nel campo più consolidata. In Italia manca ancora attenzione sul fronte della ricerca svolta nelle università. Per questo non è facile trovare i finanziamenti“.

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fonte immagini | areeweb.polito.it

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