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Energia da sole, vento e pioggia: basta un filo

Una ricerca britannica svela i segreti di un nastro in materiale plastico in grado di produrre elettricità dalle sollecitazioni degli agenti atmosferici

La natura è davvero portentosa, sprigiona una forza che ci lascia senza parole, in un’esplosione di emozioni. Sole, vento e pioggia hanno ispirato il fior fiore dei poeti: ma non di sola poesia vive l’uomo del Terzo Millennio! Anzi, ha bisogno di tanta energia ed è alla continua ricerca di nuovi metodi per generarla. Gli elementi atomosferici hanno ispirato lo sfruttamento dell’energia solare ed eolica grazie ai pannelli fotovoltaici e alle turbine: ma fino ad oggi l’uomo non aveva mai utilizzato uno strumento in grado di produrre elettricità da qualsiasi agente!

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Un semplice nastro che, colpito da vento e pioggia o esposto al sole, produce energia: ecco lo studio di Elias Siores, docente presso l’Institute for Materials Research and Innovation di Bolton (UK). Un’innovazione dalla portata rivoluzionaria, tanto da meritarsi la pubblicazione sulla rivista scientifica New Scientist: si tratta di un filo in ceramica rivestito di polivinilidene (ossia plastica, per i comuni mortali), realizzato in polimero piezoelettrico, in grado di trasformare l’energia meccanica derivante dalle vibrazioni provocate dagli agenti atmosferici in energia elettrica pulita. “La maggior parte delle forme di energia rinnovabili sono intermittenti – ha affermato Elias Sioresil vento non sempre soffia con continuità e il cielo non è sempre sgombro da nubi. Quello che cercavamo era qualcosa che prendesse l’energia da diversi elementi“.

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Non c’è che dire, è proprio un modo smart di sfruttare le giornate umide e uggiose! Ma Elias Siores ha adattato il filo anche ai giorni di bel tempo: ricoprendo il nastro con un film fotovoltaico, ecco riprodotto l’effetto pannello solare. “Ciò significa, maggiore energia per goccia di pioggia o raffica di vento; 10 centimetri quadrati di questo sistema fotovoltaico sono in grado di generare da 1 a 2 watt di energia” continua il Professor Elias Siores. Grazie a pochi centrimetri di materiale dalle dimensioni ridottissime, abbiamo energia a portata di mano, ricavabile in qualsiasi stagione o situazione climatica. E’ questo il vero punto di forza dell’invenzione, la sua ecletticità: il principio ispiratore è lo sfruttamento combinato di tutte le fonti energetiche, in modo che quando non è disponibile una, non mancherà l’altra.

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Per il momento le applicazioni del nastro piezoelettrico sono limitate, perchè produce l’energia necessaria a ricaricare un dispositivo portatile come un cellulare o un laptop, ma gli ambiti di utilizzo sono davvero innumerevoli. Siores sostiene che una tecnica simile vada sfruttata in campo tessile, con il nylon per esempio. La sua équipe l’ha trasformato in nylon piezoelettrico: il risultato potrebbe essere la creazione di tessuti in grado di generare energia con il movimento corporeo o di assorbire la luce solare.

fonte immagine | news.medill.northwestern.edu

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