Proprio nei giorni in cui si scopre un lontano pianeta che potrebbe avere caratteristiche simili a quelle della Terra, la Nasa ufficializza che il rover spedito anni fa sul pianeta rosso ha finalmente trovato prove inconfutabili della presenza di acqua su Marte. La notizia non è così clamorosa nè in grado di soprendere, visto che già da tempo erano state collezionate prove che, in un remoto passato, scorreva acqua sul suolo di Marte.
I dati forniti all’agenzia spaziale americana da Opportunity, il rover gemello del defunto Spirit arrivato su Marte nel 2004, sono inequivocabili visto che si parla di una vena di gesso ubicata all’interno di un cratere di roccia noto come Endeavour. Se il pensiero degli appassionati di fantascienza corre subito a film quali Red Planet o Mission to Mars, l’idea di una colonizzazione marziana è ben al di là delle tecnologia e dei budget attuali, anche se il progetto di una missione umana comincia a prendere sempre più piede tra gli scienziati.
La scoperta “certa” dell’acqua è un incentivo a saperne di più: fino ad oggi le prove dell’esistenza di acqua su Marte erano state piuttosto traballanti e facilmente oggetto di dubbi e confutazioni, ma la vena di gesso trovata sul pianeta azzera ogni possibilità di contestazione. “Si tratta dell’osservazione più solida che abbiamo fatto nel corso dell’intera missione“, ha commentato Steve Squyres, scienziato e responsabile NASA per la ricerca su Spirit e Opportunity.
Il prossimo passo verso l’esplorazione di Marte sarà Curiosity, un nuovo e sofisticato rover, un vero e proprio laboratorio mobile che, una volta atterato sul pianeta, permetterà di condurre esperimenti chimici complessi e dare quindi altre risposte alle sempre crescenti domande degli scienziati.
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