Home » La Sicurezza Pubblica » Carrier IQ, una spia negli smartphone?

Carrier IQ, una spia negli smartphone?

Carrier IQ è un'applicazione che permette agli operatori di telefonia mobile e alle case propduttrici di smartphone di tracciare alcune informazioni private relative all'utilizzo fatto dagli utenti del terminale sul quale è installato il software. E la privacy?

Un rootkit è un programma software creato per avere il controllo completo su un sistema informatico senza bisogno di autorizzazione da parte di utenti o amministratori. Qualche settimana fa un giovane ricercatore, Trevor Eckhart, ha scoperto che all’interno del suo smartphone HTc era installato Carrier IQ, un software creato dall’omonima azienda, che registra i pulsanti virtuali premuti sullo schermo, i messaggi SMS in chiaro, i siti web visitati e i dati scambiati online. Insomma, che si fa i fatti nostri.

Per saperne di più : Picture Password, la svolta nella sicurezza informatica?

Secondo l’azienda produttrice l’applicazione sarebbe installata, all’insaputa degli utenti, su “150 milioni di dispositivi in tutto il mondo. Sotto accusa sono quindi finiti i dispositivi RIM, Nokia, Apple e Google, aziende che oggi, per smarcarsi dall’ingombrante fardello, hanno citato Carrier IQ in giudizio per danni. Il punto focale della vicenda è capire quanto l’applicazione serva ad analizzare le performance dello smartphone su cui è montata, come afferma l’azienda produttrice, o se serva davvero a rubare dati all’utente per renderli disponibili ai grandi carrier di telcomunicazioni.

Ovviamente Carrier IQ ha negato ogni addebito, affermando che il suo software serve solo a misurare le prestazioni, a capire quale applicazione consuma più energia e via discorrendo, mentre i produttori di mezzo mondo, da Apple a Google, si sono defilati dicendo di non essere a conoscenza dell’intrusività del software. Alcuni carrier invece, come Sprint, hanno affermato che ricevono informazioni provenienti da Carrier IQ ma solo per migliorare il livello di servizio offerto ai propri abbonati.

Insomma, una guerra legale che pare appena iniziata e che paradossalmente sta facendo nascere un “mercato parallelo” dedicato alle applicazioni che scovano la presenza del software incriminato (un po’ come nel caso degli antivirus con trojan, virus e compagnia brutta). Intanto, buoni ultimi, sono entrati nell’arena anche i politici, a partire dall’Autorità Federale Americana fino al Garante per la privacy italiano. La cause miliardarie non tarderanno ad arrivare.

Sicurezza informatica: Sette Samurai per difendere Internet dagli hacker

Per scoprire se il proprio smartphone è “infetto” è disponibile tramite il forum XDA Developers un software, chiamato Logging Test App, che premette di verificare la presenza di Carrier IQ sul proprio dispositivo.

fonte immagine | pianetacellulare.it

Scrivi un commento.

Scrivi un commento