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Negroponte e il tablet col paracadute

Per rilanciare il suo progetto One Laptop Per Child Nicholas Negroponte ha annunciato un'iniziativa affascinante e impegnativa che potrebbe rivoluzionare la nostra idea di insegnamento

Nicholas Negroponte, uno dei padri del web, è un celebre informatico fondatore del Mit Media Lab e della rivista Wired. Da qualche anno è impegnato in una lodevole battaglia per realizzare pc e laptop a basso costo, con l’obbiettivo di ridurre il digital divide che separa i paesi in via di sviluppo da quelli più economicamente e tecnologicamente avanzati.

Il suo progetto One Laptop Per Child (OLPC) procede a rilento e con qualche intoppo, ma ha comunque avuto il grande merito di far nascere iniziative simili in tutto il mondo, si pensi all’India o al Bangladesh dove aziende private stanno realizzando pc a costi decisamente contenuti. La sua nuova idea per rilanciare l’iniziativa è ancora più rivoluzionaria: far piovere, letteralmente, laptop e tablet dal cielo, magari con l’aiuto di elicotteri, e vedere che tipo di utilizzo ne fanno i bambini dei villaggi nei posti più remoti del pianeta, senza il minimo supporto didattico, documentale o formazione, solo autoapprendimento.

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Negroponte ha preso spunto dagli studi sull’alfabetizzazione informatica e self-learning del pedagogista Sugata Mitra, da tempo impegnato in esperimenti sulle tecnologie per l’educazione. Mitra nel 1999 ha lanciato il progetto Hole In The Wall: in un villaggio sperduto dell’India rurale ha praticamente murato un computer connesso ad Internet (guarda il video qui sotto) e lo ha messo a disposizione dei bambini del luogo, invitandoli a usare quella strana macchina illuminata; una telecamera nascosta ha ripreso i bambini coinvolti nell’esperimento i quali, benchè privi del supporto degli adulti o di una formazione adeguata, in breve tempo sono stati in grado di capire come utilizzare il pc e navigare in Rete, scambiandosi informazioni e scoperte.

Analizzando i dati raccolti, Mitra ha stimato che attraverso il sistema di apprendimento “condiviso”, senza docenti, nel giro di cinque anni potrebbe insegnare a utilizzare le funzioni base di un computer a 500 milioni di bambini; basterebbero 10 milioni di computer connessi a Internet e un investimento totale di 2 miliardi di dollari.

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Negroponte ha illustrato questa iniziativa nell’ambito di un discorso tenuto presso l’ultima edizione del Open Mobile Summit svoltasi a San Francisco e, ovviamente, quando parla di tablet non si riferisce ai recenti prodotti di Apple e Samsung, ma a device molto economici, resistenti alle intemperie e alimentabili a energia solare o a manovella, visto che nelle zone che potrebbero essere prese in considerazione per l’esperimento manca l’elettricità. L’obbiettivo finale è capire se i destinatari di questi tablet riescano così a imparare a leggere da soli. Una sfida affascinante e impegnativa, che potrebbe rivoluzionare la nostra idea di insegnamento.

fonte immagine | radioboston.wbur.org

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