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Probiotici nell’intestino per proteggerci dalle radiazioni

Siamo esposti quotidianamente a radiazioni, uno studio dimostra come l'assunzione di probiotici potrebbe rinforzare le nostre difese naturali

Nel mondo, solo lo 0,5% delle esposizioni alle radiazioni può essere attribuito all’industria nucleare. La gran parte di radiazioni deriva da raggi X, radioterapie e fonti naturali sulle quali l’uomo non ha controllo come le particelle radioattive provenienti dallo spazio e gli elementi radioattivi naturali quali il Carbonio 14, il Potassio 40 e Uranio 283.

Le radiazioni derivano anche da test nucleari, ma la maggior parte delle persone sono esposte alle radiazioni durante terapie mediche (radio e chemio) oppure in caso di fumo passivo. Negli Stati Uniti, inoltre l’esposizione alle radiazioni avviene, tra l’altro, con l’ingestione di latte: secondo un rapporto della FDA, gran parte del latte presente sul mercato statunitense sarebbe radioattivo.

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Gli scienziati della Washington University, hanno dimostrato che l’assunzione di un probiotico potrebbe essere in grado di proteggere l’intestino dai danni delle radiazioni. L’ideale sarebbe la somministrazione di probiotici prima di un trattamento a base di radiazioni, come ad esempio le terapie anti-turmorali. I batteri utilizzati nello studio sono simili a quelli che si trovano comunemente nello yogurt, pertanto non dovrebbero esserci problemi legati alla tossicità.

Lo studio suggerisce che l’assunzione di un probiotico può aiutare i malati di cancro ad evitare lesioni intestinali, un problema molto diffuso tra i pazienti sottoposti a radioterapia della zona addominale, spesso utilizzata per il trattamento dei tumori alla prostata, cervice uterina, endometrio e vescica; purtroppo la terapia danneggia, insieme alle cellule tumorali, anche quelle sane.

Per un gran numero di pazienti, ciò significa che la radioterapia deve essere interrotta o ridotta drasticamente, così da dare il tempo all’intestino di guarire” afferma William F. Stenson, professore di gastroenterologia e malattie infiammatorie intestinali presso la Washington University di St. Louis. Il problema è che mentre l’intestino guarisce dalle lesioni causate dalla radioterapia, le cellule tumorali potrebbero accrescersi.

La soluzione sarebbe quella di mettere al sicuro l’intestino a sentire il professor Stenson: “I probiotici possono proteggere il rivestimento naturale dell’intestino tenue così da evitare ulteriori danni“. Il batterio utilizzato durante la ricerca, è il probioticoLactobacillus rhamnosus GG“, anche denominato LGG e si è dimostrato efficace nella protezione dell’intestino tenue nel topo durante trattamento con radiazioni.

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Il rivestimento dell’intestino tenue è un monostrato cellulare” – afferma Stenson – “Tale strato di cellule epiteliali separa ciò che è contenuto dall’intestino, con il resto del corpo. Se l’epitelio si rompe, come avviene con le radiazioni, i batteri che normalmente risiedono nell’intestino, possono essere riversati all’interno dell’organismo, lasciando la loro residenza naturale. I batteri, così fuoriusciti, possono causare gravi problemi come la sepsi“.

Con il trattamento del cancro nella regione addominale, la parte più “fragile” risulta l’intestino tenue in quanto colon e crasso (altre due porzioni dell’intestino) hanno apposite cellule che compongono la cosiddetta COX-2: tali cellule migrano verso il sito leso così da iniziare un processo di riparazione. La ricerca è stata pubblicata online sulla rivista Gut (International Journal of Gastroenterology and Hepatology), dove è disponibile lo studio integrale.

fonte immagine | integratoriproaction.com

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