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Bill Clinton e le energie rinnovabili in tempi di crisi

L'ex presidente americano punta su risparmio energetico e riforma fiscale per il rilancio dell'economia con un occhio alla tutela dell'ambiente: le parole d'ordine sono energie rinnovabili, formazione, snellimento burocratico e ristrutturazioni

In questo momento di estrema crisi economica, con milioni di posti di lavoro persi in tutto il mondo e le borse sempre più “a picco”, lo sviluppo del settore delle energie rinnovabili potrebbe essere una concreta opportunità professionale per quelle persone che al momento si ritrovano senza impiego.

Ridurre in maniera consistente le emissioni di Co2 sfruttando il ricorso alle fonti energetiche rinnovabili (sole e vento in primis), potrebbe rivelarsi un vantaggio per l’ambiente ma anche per la ripresa della nostra economia. Sull’argomento è intervenuto l’ex Presidente americano Bill Clinton, da tempo fautore dello sviluppo di tali settori, soffermandosi sulla ristrutturazione degli edifici per migliorare l’efficienza energetica.

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In questo senso la proposta di Clinton va da iniziative molto semplici, quali il ridipingere le facciate e tetti degli edifici di una città come New York con il colore bianco anziché nel tradizionale nero (secondo le stime questa sola iniziativa garantirebbe un risparmio di circa il 20% sui consumi elettrici annuali), fino all’installazione di pannelli fotovoltaici per consentire di rispondere ai fabbisogni energetici in modo green.

Esempio di ristrutturazione in questo senso è stato, del resto, uno dei simboli della Grande Mela, ovvero l’Empire State Building. Grazie alla nuova “veste” e all’utilizzo delle energie rinnovabili è stato conseguito un risparmio economico di quasi 4,5 milioni di dollari all’anno e la creazione di oltre 250 posti di lavoro. Queste iniziative nel loro complesso portano quindi concretamente a vantaggi dal punto di vista economico, con una crescita dell’occupazione pari a circa un milione di posti di lavoro.

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Cifra considerevole che andrebbe a sanare, almeno in minima parte, il divario tra domanda e offerta di lavoro sul mercato statunitense che oggi arriva a contare ben 14 milioni di persone in cerca di occupazione (senza del resto considerare coloro che sono ormai talmente sfiduciati da non cercare ulteriormente lavoro). Ma la proposta di Bill Clinton non si ferma qua: a dover cambiare saranno anche il modo di intendere la produzione e l’utilizzo dell’energia, grazie a un’opera necessaria di sensibilizzazione da parte delle istituzioni per lo sviluppo del settore delle energie rinnovabili.

Ancora oggi, infatti, sembra che l’importanza di un futuro più sostenibile per il nostro pianeta non sia stata recepita dalla maggioranza dei cittadini americani e ci sarà, quindi, bisogno di incentivi economici da parte del governo nazionale per promuovere la strada delle fonti rinnovabili rispetto a quelle tradizionali. Abbassare i tempi della burocrazia interna e provvedimenti fiscali ad hoc (che consentirebbero alle imprese di convertire in denaro i crediti d’imposta concessi per l’assunzione di nuovi lavoratori) sono ulteriori aspetti su cui lavorare per favorire un pieno sviluppo di questi settori.

fonte immagine | cleantechlaw.org

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