Il 2 dicembre presso lo IED di Torino si è svolto un interessante incontro-dialogo tra il coordinatore del Professional Master in Comunicazione per la Sostenibilità dello stesso istituto, Erik Balzaretti, e il presidente e fondatore di Slow Food Carlo Petrini.
A tal proposito, e non solo, abbiamo intervistato proprio Erik Balzaretti.
Com’è nata questa collaborazione tra Slow Food e IED?
La collaborazione tra Slow Food e IED è nata già qualche anno fa all’interno del Master dedicato alla Comunicazione Ambientale che io coordinavo e coordino tutt’ora ma con altro nome e modalità di erogazione. L’interesse per le tematiche proposte da Slow Food circa i temi dello sviluppo e le loro capacità di renderli comunicativamente efficaci è stato il motivo pimario per cercare con loro un contatto dopo una serie di incontri e lezioni con vari responsabili di singole aree è culminato nella presenza allo IED del suo fondatore Carlo Petrini. Da qui poi l’idea di una vera e propria collaborazione futura sui della comunicazione e del Design di sistema.
Quali sono stati gli spunti più interessanti scaturiti dalla conversazione con Carlo Petrini?
E’ sempre molto complesso ridurre l’impatto di un incontro con l’anima di Slow Food Carlo Petrini ad una serie di singole tematiche affrontate. Il messaggio di Petrini è uno, sebbene molto articolato: i giovani ritornino alla terra. Ma questo messaggio include una forte e sferzante analisi del modello di sviluppo attuale e una sfiducia profonda nei confronti dei decisori a livello locale e internazionale.
Quindi una forte spinta dal basso per il cambiamento dei paradigmi su cui si basa oggi lo sviluppo con la ridefinizione dell’idea di sviluppo sostenibile al quale Petrini preferisce quello durevole e l’idea di una forte alleanza tra saperi tradizionali e tecnologia usata a fini etico-ambientali all’interno di un quadro che veda la sobrietà riprendere il suo posto nella società.
Ridisegnare il design dei sistemi produttivi e accompagnarli con la migliore comunicazione possibile cercando di rivalutare oggetti e soluzioni dell’economia di sussistenza rivestendoli di valorialità e nuovo design. Rimettere al centro dello sviluppo l’agricultura perchè è con essa che mangiamo e il pianeta sta soffrendo per mancanza di acqua, di fertilità dei suoli, etc…
In che modo lo IED si muove in senso “sostenibile”?
Lo IED di Torino da qualche anno ha iniziato un percorso di consapevolezza che ha portato alla realizzazione di due Master dedicati al tema della Sostenibilità. Il primo, nato già sette anni fa, si occupa della Comunicazione e del Green Marketing. Il secondo, più recente, del tema dell’Architettura Sostenibile, coordinato dall’archistar Cucinella.
L’ attuazione reale dei principi della sostenibilità allo IED di Torino si esplicherà attraverso la costruzione di un nuovissimo Campus, previsto per il 2014, dove far studiare ma anche vivere migliaia di studenti, realizzato attraverso tutte le più innovative scelte di sostenibilità energetica, costruito utilizzando biomateriali, e che vedrà la nascita della piazza in legno più grande d’Italia.
Ci può dire qualcosa sull’adozione dell’orto della comunità africana all’interno del progetto Mille Orti in Africa?
Il tema è molto interessante ma posso dirle solo quello che so. La Campagna di Slow Food intende ridare dignità alla figura dell’agricoltore e del piccolo coltivatore in un continente dove c’è scarsità di cibo ma paradossalmente chi coltiva è sempre meno per svariati e condannabili motivi.
La perdita di fertilità dei suoli , i cambiamenti climatici, l’utilizzo di fertilizzanti che inquinano, le guerre, la mancanza d’acqua, il valore irrisorio di ciò che si coltiva, etc… L’idea è quella di aiutare le piccole comunità ad essere autosufficenti e allo stesso tempo fare sì che la figura dell’agricoltore ritorni ad essere una figura socialmente importante a differenza di adesso dove in intere aree dell’africa centrale nessuna donna vorrebbe sposare un uomo che scegliesse di fare l’agricoltore.
Ci può parlare degli obiettivi che si prefigge il Master da lei coordinato?
Il Master in Comunicazione per la Sostenibilità ed il Green Marketing è figlio dell’esperienza mia e di altri miei colleghi che hanno come me lavorato per anni nel settore della Comxunicazione Ambientale. Il Master ha l’idea di formare attraverso un percorso teorico-pratico, attraverso la realizzazione di svariati progetti che hanno una committenza reale, di formare semplicemente quelli che definiamo i comunicatori del futuro, cioè quei comunicatori che conoscono e hanno acquisito strumenti per parlare di Sostenibilità.
E visto che noi riteniamo che ormai ogni Impresa e ogni Ente non può più eludere questa tematica anzi sempre di più essa sarà integrata ad ogni livello produttivo e comunicativo, pensiamo che i nostri masteristi saranno i più qualificati per affrontare la sfida di un pianeta che dovrà produrre ponendosi il tema di uno sviluppo diverso e durevole.
Se ancora adesso esiste un Marketing e una Comunicazione classiche esse sono destinate a fare i conti con il tema della sostenibilità, in primis per la salvaguardia del pianeta e di tutti noi ma anche perchè l’opinione pubblica e i consumatori stanno chiedendo di andare, nonostante la crisi anch’essa figlia di un sistema di sviluppo negativo, verso quell’orizzonte. Insomma l’elemento della Sostenibilità, declinata in molti modi, è l’elemento di innovazione per tutti gli studi in materia di Marketing e Comunicazione.
Il prossimo Professional Master in Comunicazione per la Sostenibilità IED Torino è prevista per il marzo 2012, con scadenza delle borse di studio al 10 febbraio 2012. Il Master ha una durata annuale.
fonte immagine | ied.tv







