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Profumo di wasabi? C’è un incendio!

Il Prof. Makoto Imai della Shiga University of Medical Science ha identificato la concentrazione esatta di sostanza volatile in grado di avvertire una persona della presenza di un incendio: il wasabi potrebbe presto diventare un valido strumento per salvare vite umane?

Quando si parla di wasabi la prima cosa che viene in mente è un piatto di sushi o di sashimi gustato serenamente in un ambiente rilassante con musica d’atmosfera in sottofondo. Prossimamente, però, il wasabi potrebbe diventare anche un valido strumento per salvare vite umane.

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Il wasabi è una pianta di origine giapponese parente stretta di rafano, cavoli e senape; la sua radice, estremamente piccante, viene macinata ottenendo una pasta di colore verde, dal sapore decisamente pungente, che viene largamente usata nella cucina nipponica. Le molecole volatili presenti nel wasabi raggiungono in maniera molto rapida i nostri recettori sensoriali e, in alcuni casi, l’impatto è così forte da provocare tosse o lacrimazione agli occhi.

Come può una spezia esser d’aiuto in caso d’incendio? La scoperta, ed il relativo brevetto (USA 2010/0308995 A), è del professore giapponese Makoto Imai della Shiga University of Medical Science. Insieme al suo gruppo di ricerca, il Prof. Imai ha identificato la concentrazione esatta di sostanza volatile in grado di avvertire una persona della presenza di un incendio, una sorta di rilevatore di fumo con allarme al wasabi incorporato.

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Il progetto è stato portato avanti dalle società Air Water Safety Service e Seems di Tokyo. Nello specifico si tratta di una piccola scatola che contiene oltre ad un normalissimo rilevatore di fumo, come se ne trovano in tutti gli alberghi del mondo, anche un tubo contenente una soluzione di wasabi sintetico che, nel momento in cui viene avvertita la presenza di fumo nella stanza, innesca una luce lampeggiante rossa, un bip sonoro e nebulizza nell’ambiente l’essenza di wasabi garantendo il risveglio non solo dell’ipoudente ma anche del soggetto dal sonno pesante.

Alcune ricerche effettuate in Giappone hanno dimostrato come si possa attestare intorno al 50% la percentuale di vittime anziane in caso di incendio. Molto probabilmente la perdita di udito nei soggetti anziani potrebbe essere una concausa nel definire questa percentuale. I test sul rilevatore di fumo al wasabi sono stati condotti su 14 persone, due delle quali con deficit di udito: ebbene, a parte un soggetto che aveva il naso chiuso, le altre persone hanno reagito alla nebulizzazione del wasabi con un tempo massimo di due minuti.

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Al momento l’unico problema per l’impiego di questa innovazione, che potrebbe essere utilizzata anche in quei locali dove i decibel la fanno da padroni (discoteche, karaoke, etc), è il prezzo; si prevede che una rielaborazione del progetto possa abbatterne il costo garantendo così una maggiore diffusione.

fonte immagine | gadgetsmagazine.com.ph

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