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Progetto Grödians, una cittadina a misura d’uomo

In un paesino della Scozia lo studio di designer Richard Gibson Architects ha realizzato un progetto dove la sostenibilità va di pari passo con il rispetto del paesaggio circostante e dal quale si dovrebbe prendere spunto per gli sviluppi futuri delle nostre città

Progetto Grodians 1

Lerwick è la città più popolosa delle Isole Shetland, situate al largo della costa settentrionale della Scozia. Un ambiente dal panorama eccezionale con la natura che riesce a esibirsi in tutta la sua bellezza con colline dai colori verdastri e con il fascino dei piccoli insediamenti di pescatori lungo le coste. Ed è proprio questo il contesto che è stato scelto dallo studio di designer Richard Gibson Architects per la realizzazione di nuove abitazioni in grado di armonizzarsi al meglio con il paesaggio circostante ma al contempo di essere all’avanguardia dal punto di vista energetico.

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Il progetto definito Grödians si compone di 34 abitazioni singole che sono studiate per sfruttare al massimo la luce naturale diurna – in considerazione anche della particolare caratteristica di queste isole che in virtù della loro particolare latitudine nei mesi estivi possono godere di diverse ore di luce – e per limitare la quantità di energia necessaria al fabbisogno domestico. Anche i colori scelti per queste abitazioni del resto hanno una propria finalità che è quella di assicurare una certa “luminosità” durante i freddi e cupi mesi invernali, per riscaldare gli animi della popolazione di queste piccole comunità.

La stessa disposizione di questo piccolo nucleo di abitazioni è stata scelta nei minimi dettagli: le case sono orientate verso la strada per favorire l’accesso e la sicurezza dei propri abitanti e sono posizionate in modo tale da farsi scudo l’un l’altra per favorire la crescita di piante e alberi oltre che per ripararsi dal vento che nei mesi invernali soffia dalle coste a nord di Lerwick.

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Le case sono inoltre collegate tra loro da sentieri percorribili a piedi in modo tale da creare un forte spirito di comunità ed un aiuto reciproco tra i loro abitanti. Si tende a invitare le persone a muoversi a piedi all’interno del piccolo centro cittadino mentre le auto sono totalmente escluse e parcheggiate in uno spazio comune lontano dalle case, nonostante ognuna di essa presenti uno spazio per il carico e scarico merci, da usare però soltanto quando effettivamente se ne ha bisogno. Per facilitare gli spostamenti sono in ogni caso previsti mezzi pubblici che battono la zona con regolarità e permettono di tener ferme le auto.

Il lato ecologico di questa mini-comunità non finisce però qui, visto che è incentivato fortemente anche il riciclo grazie alla predisposizione di 3 centri di raccolta per vetro, plastica, carta e alluminio, mentre anche gli scarti di lavorazione delle rocce utilizzate per la costruzione delle case vengono riutilizzati a fini urbanistici. Il materiale primario con cui sono costruite le case è in ogni caso in legno reperito direttamente sull’isola in modo da limitare il trasporto e con esso assicurare una riduzione delle emissioni nocive di Co2 durante la loro realizzazione.

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Un progetto davvero interessante dove la sostenibilità va di pari passo con il rispetto del paesaggio circostante e dal quale dovremmo senza dubbio imparare per gli sviluppi futuri delle nostre città.

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fonte immagini | archdaily.com

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