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Un vino di alta qualità e a basso impatto ambientale: intervista a Clarissa Botti

E’ possibile coniugare vino, qualità ed ecosostenibilità? Lo abbiamo chiesto a Clarissa Botti dell’azienda agricola Trebotti che ci ha spiegato come funziona il connubio tra agronomia, tecnologia e sviluppo sostenibile

E’ possibile coniugare vino, qualità ed ecosostenibilità? Lo abbiamo chiesto a Clarissa Botti dell’azienda agricola Trebotti che ci ha spiegato come funziona il connubio tra agronomia, tecnologia e sviluppo sostenibile.

Cos’è e come nasce il progetto “sostenibilità ambientale”?

Il progetto di sostenibilità ambientale, denominato VINI 3S (Sostenibilità ambientale nella produzione di vini Salubri e di qualità Superiore), nasce da un accordo di collaborazione tra l’azienda Trebotti, l’Università della Tuscia e il CRA di Arezzo, approvato dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, con lo scopo di ridurre al minimo l’impatto ambientale di un vino di etichetta di qualità superiore ecologicamente certificato.

Tre le linee di progetto: La prima è quella tecnologica che consiste, tra le varie applicazioni nella microsensorizzazione ambientale della cantina per il risparmio energetico e l’impiego al fine di zolfo di ridurre prodotti chimici per la pulizia.

La linea ecologica ha come obiettivo la creazione di un sistema integrato di gestione dell’acqua che per il collettamento di tutte le risorse idriche presenti in azienda (reflui di cantina e acque piovane dei tetti) unito al riutilizzo delle stesse per irrigazione.

E si lavora per la realizzazione di un biolago per la fitodepurazione delle acque reflue e l’allevamento di una piccola piantagione di Short Rotation Forestry per la produzione di cippato per il riscaldamento.

La terza linea è quella agronomica per produzione di composti di qualità da vinacce biologiche ed altri residui vegetali aziendali e applicazione sui vigneti a scopo pacciamante ed ammendante.

Essere un’azienda green nell’agronomia comporta costi notevoli?

L’eliminazione dell’utilizzo dei prodotti chimici di sintesi e una gestione agronomica efficiente portano nel tempo anche ad una convenienza economica, rispetto all’agricoltura “convenzionale”. Infatti la Blue Economy (superamento della green economy) si basa sull’efficienza dei processi produttivi, risparmio energetico, assenza di rifiuti, riutilizzo, strumenti già presenti negli ecosistemi naturali dai quali attingiamo ispirazione.

Cosa non deve mancare a un vino per essere green?

Un vino è ecosostenibile quando la sua produzione nel complesso cerca di impattare il meno possibile sull’ambiente: dall’utilizzo di vitigni autoctoni, adattati da lungo tempo ad un dato ambiente, al packaging che deve essere studiato per produrre meno rifiuti possibili e utilizzare materiali naturali, facilmente disponibili e biodegradabili.

L’adozione di bottiglie di vetro ultraleggere, scatole di cartone non stampate, etichette in carta riciclata, tappi di sughero sono alcuni interventi che la Trebotti a messo già in atto.

A ciò si aggiunge il riutilizzo dei materiali come con il nostro miglior vino il Gocce per cui chiediamo al cliente di riconsegnare la confezione, al quale applichiamo uno sconto sul nuovo acquisto e riutilizziamo i materiali previ lavaggio e disinfezione non producendo così rifiuti nell’ambiente.

fonte immagine | flickr.com

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