La bicicletta e lo sport come sinonimi di lotta al cancro. Questa l’idea dell’Associazione Primo Aiuto Onlus che ha dato concretamente il via al progetto Santiago in Rosa e, metaforicamente, alle sei runner che hanno percorso a piedi il Cammino di Santiago di Compostela, accompagnate da bikers professionisti. Il progetto dell’associazione si pone l’obiettivo di sostenere la ricerca per la cura contro due patologie tumorali che, nei paesi occidentali, sono tra le più frequenti neoplasie che attaccano le donne di tutte le età: il cancro all’endometrio e quello alle ovaie.
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Grazie al patrocinio di varie aziende tra cui Atala (importante realtà nella produzione e vendita di biciclette), la Onlus ha dato il via ad una corsa benefica, coinvolgendo sei donne-runner e alcuni bikers della Scuola Italiana di MTB che sono partiti da Roncisvalle per giungere a Santiago de Compostela.
Il Cammino di Santiago de Compostela, popolare percorso affrontato in vari modi da sportivi, credenti o semplici viaggiatori diventa in questo caso sinonimo del duro cammino affrontato da tante donne per sconfiggere le due temibili neoplasie. Le atlete, passando attraverso i Pirenei, hanno attraversato a piedi, mescolando corsa e camminata, in tappe da 120 Km, cinque regioni spagnole (Navarra, La Rioja, Castiglia, León e Galizia) e quattro città (Pamplona, Logroño, Burgos e León), fino alla città di Santiago di Compostela, per un totale di 800 Km percorsi.
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Con la cifra simbolica di 1 euro per ogni chilometro tutti potranno contribuire all’evento benefico e la ricerca per la lotta ai carcinomi all’endometrio e alle ovaie promossa da due ospedali lombardi, il Niguarda di Milano e Ospedali Riuniti di Bergamo; Atala, dà il suo contributo donando all’iniziativa benefica 2 euro per ogni bicicletta venduta. Sport, donne e imprenditori si coalizzano così in una dura gara per sostenere la cura contro due temibili malattie.
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