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Come fare la fila ad uno sportello ed essere felici? Intervista ai creatori di Qurami

Un‘app compatibile con diversi sistemi operativi, gratuita ed usufruibile da smartphone e computer per prenotare il nostro posto in coda, conoscere i tempi di attesa in real-time ed essere avvisati all’avvicinarsi del proprio turno

Tempo fa su Smarter City vi abbiamo parlato di un’applicazione utile per prenotare il proprio posto in fila ad un qualsiasi sportello senza recarsi di persona ed attendere il proprio turno all’infinito.

Oggi possiamo dirvi che esiste, anche sul mercato italiano, un’applicazione simile molto promettente! Il suo nome è Qurami e ci permetterà di prenotare il nostro posto in coda, conoscere i tempi di attesa in real-time ed essere avvisati all’avvicinarsi del proprio turno mentre impieghiamo meglio il tempo che avremmo trascorso presso lo sportello.

Questo progetto ha preso vita nel 2010 su iniziativa di tre giovani imprenditori – Roberto Macina, Manolo Abrignani e Alessio Palaferri – che ci hanno svelato i retroscena del loro lavoro e le potenzialità di Qurami, un ‘app progettata per essere compatibile con diversi sistemi operativi, gratuita ed usufruibile, oltre che dal proprio smartphone, anche dal computer.

Come nasce e quale è stato il percorso che avete dovuto affrontare per sviluppare Qurami?

Qurami nasce da un senso di ribellione. E’ stata la presa di coscienza di quanto tempo Roberto ha dovuto sprecare in fila per laurearsi. Ore di attesa per consegnare un CD o farsi vidimare dei fogli. Così un giorno, su una spiaggia assolata, ripensando a quel calvario, è stata concepita l’idea di Qurami. Poi, praticamente, un evento ha rappresentato la trasfigurazione da idea a prototipo: lo StartUp Weekend di Roma nell’ottobre 2010.

Lì Roberto ha presentato la sua idea e in modo spontaneo si è creato un tavolo di lavoro. In 72 ore ne è uscito un prototipo. Ma la cosa più importante è che dal quel tavolo di lavoro è nato il team di Qurami. Nel febbraio 2011 si fonda l’SRL. Diventiamo un’azienda a tutti gli effetti in cui l’età media dei costituenti è 28 anni.

Siete ancora in fase di sperimentazione oppure Qurami è già operativa?

In un tecnologia così attuale, non si finisce mai di sperimentare. Intuizioni, consigli, richieste dei clienti portano ad una continua e fluida revisione dell’architettura. Ma questo non ci ha impedito, anzi è stato sempre ben chiaro in noi, che una versione stabile doveva essere pronta in poco tempo. Perché non c’è miglior pubblicità che la soddisfazione delle persone nell’usare l’applicazione. Quindi i nostri 2 primi clienti sono state due università: la Luiss e Roma TRE. Clienti che per natura hanno deciso di dar credito al progetto.

Come funziona e in quali ambiti si può utilizzare?

Qurami è un’applicazione che per sua natura vede un campo di applicazione totalmente trasversale. Pubblica Amministrazione, Sanità, Divertimenti, Beni Culturali, Shopping, Educazione sono tutti settori in cui normalmente il cittadino è impegnato ad affrontare lunghe file. Dal proprio smartphone si lancia l’app di Qurami. Qurami ti geolocalizza e ti indica quali sono gli uffici di interesse più vicini a te.

Nel caso si volesse scegliere manualmente un ufficio più lontano, navigando nel menù dei servizi si più selezionare la sede desiderata. A quel punto selezionata la sede, sul display del proprio telefono appare la lista dei servizi per il quale è possibile scegliere un ticket.

Esattamente come ci si trovasse davanti la macchina elimacode nell’ufficio desiderato. Si richiede il ticket per il servizio voluto, che arriva in forma elettronica sul proprio smartphone. A quel punto, il nostro cellulare ci avvertirà costantemente sull’andamento della fila. Con dei piccoli reminder, in particolare, ci dirà sempre e puntualmente quante persone sono in fila prima di noi.

La vostra applicazione potrà migliorare la vita dei cittadini? Quali sono concretamente i vantaggi di questo prodotto?

Migliorare la vita dei cittadini è il nostro obiettivo ultimo. Come raccontato, Qurami nasce “quasi” come una ribellione agli standard maturati nei processi di burocrazia. Di fatto, Qurami svincola fisicamente il cittadino dal dover fare la fila. Restituisce il tempo che altrimenti sarebbe stato sprecato. Con questo si può fare altro oppure si può decidere di migliorare la qualità della propria attesa andando ad attendere il proprio turno al bar o ad un giardinetto.

Qualcuno potrebbe commentare: “Ma per chi non sa usare uno smartphone? Non vi sembra che la vostra APP porti iniquità tra i cittadini?”. Ottima osservazione, ma nel marketing quando si prendono in considerazione i prodotti si vanno a calcolare benedici diretti e benefici indiretti. Tutti i cittadini che non hanno uno smartphone avranno un grande beneficio indiretto: si ritroveranno una sala d’attesa più snella e meno affollata.

Quali saranno gli sviluppi futuri di questo progetto e i vostri prossimi obiettivi?

I nostri prossimi obiettivi sono quelli di affermare la nostra tecnologia tra le istituzioni e grandi punti di interesse per la popolazione. Non è una cosa semplice perché spesso ci troviamo davanti a situazioni in cui il potere decisionale è condiviso da varie figure e quindi anche se si riesce ad agganciare un valido interlocutore spesso non può prendere una decisione in autonomia.

Il nostro sogno è quello di creare un movimento dal basso, in cui i cittadini, che hanno potuto provare i benefici di Qurami, inneschino un passaparola e un movimento di opinione che aiutino ad aprire le porte più pesanti della Pubblica Amministrazione e delle Società più istituzionalizzate. L’utilizzo di Qurami sarà sempre gratuito per il cittadino. Ecco perché l’unica cosa che ci piacerebbe che accadesse è che il cittadino diventi il nostro primo alleato.

Quali consigli vi sentite di dare a chi, come voi, ha un’idea innovativa e vorrebbe realizzarla?

Prima di tutto ci piace sottolineare che un eventuale fallimento, qualsiasi sia la proprio idea, non deve essere preso come una mortificazione ma come una grande occasione per valorizzare gli eventuali sbagli fatti e guadagnare esperienza e consapevolezza.

Poi vorremmo che vi fosse una ricerca molto scrupolosa sull’idea che si vuole perseverare. Sapere esattamente quello che è presente sul mercato e studiare eventuali competitor è fondamentale. Scegliere un team etereogenio per competenze è fondamentale. E avere tanto entusiasmo quanta pazienza. Informarsi regolarmente sulle possibilità di fare networking tramite incontri, acceleratori, incubatori, università.

L’interscambio è fondamentale. Per valutare le proprie criticità, per conoscere nuovi punti di vista e nuove competenze per migliorare. Ma, sopratutto, arrivare prima o poi alla scelta di dedicarsi full time alla propria impresa. Se noi non l’avessimo fatto, seppur sia molto oneroso, oggi non saremmo un’azienda, oggi non saremmo una vera Start Up.

fonte immagine | qurami.com

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