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Il quarto stato della materia per il trattamento delle ferite croniche

Il problema della resistenza dei batteri agli antibiotici potrebbe essere presto superato grazie al plasma freddo, un potente antibatterico per il trattamento delle ferite croniche

Da tre a quattro milioni di persone in Germania soffrono di ferite croniche che guariscono molto lentamente. Sono maggiormente colpiti fumatori e diabetici con problemi circolatori. Le ferite croniche sono facilmente soggette ad infezioni batteriche, che vengono normalmente trattate con pomate antibiotiche, ma alcuni ceppi di batteri stanno diventando sempre più resistenti ai farmaci. L’Ospedale Schwabing di Monaco di Baviera ha testato un metodo alternativo: la tecnologia a plasma freddo, un potente antibatterico.

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A scuola abbiamo imparato che ci sono sostanze in forma solida, fase liquida o gassosa. Nello spazio c’è un quarto stato della materia: il plasma. Si verifica quando ad un gas viene fornita una grande quantità di energia che separa gli atomi nei suoi elementi costitutivi, ioni ed elettroni: il risultato è un plasma, uno stato molto reattivo, che non potrebbe esistere senza quell’energia.

Lo sviluppo di questa tecnologia ha condotto gli astrofisici del Max Planck Institut di Garching (vicino a Monaco di Baviera) a lavorare al fianco dei dermatologi dell’ospedale tedesco: insieme hanno sviluppato un dispositivo, simile ad un asciugacapelli, che soffia plasma tramite gas Argon, preventivamente eccitato attraversando un campo elettrico.

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Il plasma così ottenuto si indirizza, per circa due minuti, verso le ferite croniche distruggendo le membrane cellulari dei batteri. Negli ultimi cinque anni sono stati somministrati circa 2mila trattamenti a più di 250 pazienti con esiti positivi e senza alcun dolore, i pazienti avvertono solo una brezza calda sulle ferite.

Il dispositivo a plasma freddo ad Argon è un unico prototipo estremamente costoso (100mila euro). Ora,  gli scienziati stanno facendo ulteriori passi in avanti: un nuovo apparato più semplice del precedente, che impiega normale aria al posto del costoso Argon; il costo potrebbe scendere ad appena 10mila euro ed il campo di applicazione potrebbe estendersi, a breve inizieranno i primi test con i pazienti.

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La tecnologia potrà essere utilizzata anche per la rapida disinfezione delle mani del personale ospedaliero evitando gli effetti collaterali indesiderati che nascono dall’uso di vari liquidi, tinture e spray. Per il prossimo futuro il plasma freddo potrà essere impiegato anche per la prevenzione delle malattie gengivali (parodontite) e magari per la sanificazione di piccoli tagli in ambito domestico o lavorativo.

fonte immagine | zret.blogspot.com

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