Home » La Sicurezza Pubblica » Il regno delle piante impegnato nella lotta al terrorismo

Il regno delle piante impegnato nella lotta al terrorismo

Le piante possono aiutarci a rendere più sicuri i luoghi a rischio di attentato, cambiando il colore delle foglie in presenza di sostanze proibite

Si sa che le piante rispondono a stimoli interni ed esterni. La neurobiologia vegetale insegna che le piante avvertono il pericolo e l’azione difensiva è repentina: non appena sentono il bruco affamato poggiare sulla foglia attivano dei geni che si mettono a produrre una sostanza profumata che attira le vespe, nemiche mortali dei bruchi. Attivano una sorta di autodifesa! Il pericolo percepito viene trasmesso non solo all’intera pianta, ma anche alle piante adiacenti.

Da non perdere: Window Farms, come costruire un orto in appartamento

Sfruttando questa innata arma di difesa del regno delle piante, un team di ricercatori della Colorado State University, con la collaborazione del Dipartimento della Difesa e della Sicurezza degli Stati Uniti, ha escogitato un processo biotecnologico che permette di modificare geneticamente le proteine vegetali per provocare uno sbiancamento delle foglie quando “fiutano” una sostanza pericolosa come esplosivi, sostanze chimiche tossiche, veleni, inquinanti per poi tornare verdi.

Novità: Una nuova arma di difesa? Il suono

Tra qualche anno lo scenario dello screening di sicurezza negli aeroporti sarà completamente ecosostenibile e non dovremo più esporci a lungo alle radiazioni dei body scanner, che saranno in parte sostituiti da piante geneticamente evolute. Negli aeroporti, stazioni ferroviarie, metropolitane, edifici pubblici e in tutti i luoghi a rischio di attentato potremmo presto trovare, a fianco delle forze dell’ordine, grandi vasi di ortensie, ficus e oleandri non solo per abbellire, ma anche per contrastare le armi del terrorismo.

fonte immagine | wikipedia.it

Scrivi un commento.

Scrivi un commento