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Dalle ferrovie dismesse ai parchi sopraelevati

La combinazione di costi minori e basso impatto ambientale sembra essere la soluzione vincente per i casi, in continuo aumento, in cui vecchie linee ferroviarie vengono sostituite da parchi pubblici

Recuperare vecchie linee ferroviarie dismesse è, per fortuna, una pratica che prende sempre più piede e che ha le sue fondamenta in una serie di considerazioni vantaggiose sotto ogni punto di vista. Economicamente il vantaggio di una conversione rispetto alla demolizione è indubbio e provato da decenni di pratica: uno studio condotto in occasione del riutilizzo alternativo del Reading Viaduct di Philadelphia parla addirittura di costi circa dieci volte superiori nel caso si voglia demolire piuttosto che convertire.

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Ecco quindi che specie negli USA tale pratica prende sempre più piede ed esistono progetti già avviati riguardanti Atlanta e Chicago: trasformare ferrovie in disuso che attraversano la città in veri e propri parchi presenta indubbi vantaggi, fra i quali una certa diminuzione dell’inquinamento, una riduzione delle isole di calore e impatti positivi anche per quanto riguarda l’inquinamento sonoro.

Due gli esempi guida per quanto riguarda questa pratica, uno a New York e uno in Francia, a Parigi. La storia della High Line risale a fine anni ’70, con la sua dismissione e la natura che si riappropria lentamente di questa linea che attraversa Manhattan. In seguito arriva il progetto degli architetti Diller Scofidio e Renfro, insieme allo studio James Corner Field Operations, e la High Line rinasce come passeggiata verde che è ormai meta turistica molto conosciuta e si dipana dal West Village fino a Chelsea.

Un colpo d’occhio unico, con un parco sopraelevato composto da vegetazione spontanea e interventi umani fortemente voluto da una associazione no profit che ora si gode l’impatto positivo del suo impegno.

Diversa la storia per quanto riguarda la Promenade Plantée a Parigi: la dismissione della Ligne de Vincennes risale agli anni settanta e dopo circa un ventennio Parigi si ritrova con un magnifico parco aereo che attraversa la città per più di quattro chilometri di lunghezza e che varia l’altezza del suo percorso, passando da sopraelevata a livello suolo per poi addirittura inabissarsi fino a parecchi metri sottoterra.

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Giardini si alternano a grotte e vegetazione spontanea, in un percorso ricco di specie vegetali e percorribile per alcune sue tratta sia a piedi sia in bicicletta. La combinazione di costi minori e basso impatto ambientale sembra essere la soluzione vincente per i casi, in continuo aumento, in cui vecchie linee ferroviarie vengono sostituite da snodi sotterranei, lasciando inutilizzati chilometri di viadotti su arcate in grado di trasformarsi contemporaneamente in polmone verde e arteria pedonale.

Non rimane da sperare che, quando sarà il momento, tale pratica prenda piede anche nelle metropoli italiane, come abbiamo visto nel caso di Milano.

fonte immagine | readingviaduct.org

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