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Xplorair, l’auto che vola

Un ingegnere francese ha ricevuto un finanziamento di un milione di euro dal Ministero dell’Industria per progettare una vettura, a metà tra un’automobile e un aereo, in grado di decollare verticalmente

Vi ricordate la fine del film Ritorno al Futuro, quando la DeLorean volava via perchè “nel futuro non esistono strade“? Pare che un ingegnere francese abbia preso alla lettera quella frase e, ricevuto un finanziamento di un milione di euro dal Ministero dell’Industria transalpino, ha progettato una vettura a metà tra un’automobile e un aereo in grado di decollare verticalmente.

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Il nome del fortunato? Michel Aguilar, ingegnere in pensione di Tolosa. Il nome della vettura? Xplorair, un progetto che si basa su micro-termoreattori, simili a quelli degli aerei, che dovrebbero permettere, una volta installati sulle “ali” della macchina, una spinta sufficiente a garantirle un perfetto decollo verticale.

Il futuristico mezzo, secondo il suo creatore, potrà volare a 2500 metri d’altezza e non resterà confinato nell’aleveo dei progetti sperimentali o dei prototipi da laboratorio, ma potrà essere acquistato sul mercato come se fosse una normale autovettura. I dati tecnici parlano di una velocità massima raggiungibile di 200 km/h e di un’autonomia stimata di 500 km grazie al combustibile green utilizzato (in senso letterale, è a base di alghe, con un risparmio tra il 15 e il 20 per cento rispetto alla benzina tradizionale) o tre ore circa.

La costruzione del primo prototipo verrà realizzata in partnership con la Delegazione generale per gli armamenti entro il 2015, l’obbiettivo è quello di avere una vettura/velivolo acquistabile tra il 2017 e il 2018 (a circa 50mila euro secondo le prime stime) una volta superati i test di sicurezza: “La prima macchina volante vedrà la luce nel 2015 e sarà un modello senza pilota – ha dichiarato Michel Aguilarl’anno successivo, passeremo ai test di sicurezza per arrivare alla vendita tra il 2017 e il 2018“.

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E’ un sogno d’infanzia che ha cominciato a prendere forma – ha aggiunto entusiasta l’ingegnere francese – ma solo in pensione sono riuscito a mettermici sotto per bene. Grazie ai sussidi che ho ricevuto, sarò in grado di finanziare la convalida del concept dei termoreattori, una fase tecnica importante nel mondo dell’aviazione. Esiste un progetto simile negli Stati Uniti, ma quella macchina volante decolla come un aereo, è non in verticale come la mia”.

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fonte immagine | ladepeche.fr

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