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In Finlandia la salute passa dalla cultura

A Turku è partito un progetto di cura alternativa: parendo dal presupposto che corpo e mente sono intrinsecamente legati, i medici finlandesi possono prescrivere ai pazienti eventi culturali al posto dei medicinali

Una nuova filosofia nell’ambito della medicina si sta diffondendo nei paesi del Nord Europa, ma potrebbe arrivare anche da noi in Italia, grazie ad un congresso organizzato a dicembre a Milano dal titolo “Stili di vita cultura e salute per un buon welfare”. Il presupposto è che corpo e mente sono intrinsecamente legati: il medico finlandese Kaj Haapasalo sostiene un nuovo modo di curare i pazienti attraverso la cultura e il “tempo libero attivo”, ispirando l’apertura di un importante progetto in questo campo in Finlandia.

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La tesi del dottor Haapasalo si basa sui principi della well being culture o cultura del benessere, che vede la cura del corpo passare anche attraverso la cura della mente. A Turku l’idea si concretizza in un progetto che ha come caposaldo l’idea che la cultura sia uno strumento di guarigione. Nella città finlandese, eletta nel 2011 capitale della cultura, è nato il progetto Eviva che mette a disposizione di 60 medici generici e di alcuni centri sanitari finlandesi 5500 biglietti per mostre, installazioni, spettacoli teatrali e sedute in sauna.

Il paziente, durante le visita, viene intervistato dal medico come in una normale seduta, ma alla fine, dopo la diagnosi, il medico prescrive la partecipazione ad un evento culturale al posto di un medicinale. Con un voucher il malato si potrà presentare all’ufficio della Fondazione Turku 2011 e ritirare i suoi biglietti gratuiti per l’evento prescelto. Se alcuni scettici pensano che l’investimento di 5 milioni di euro sia stato troppo ingente, gli organizzatori rispondono che i costi per curare le persone e normalizzare il loro rapporto con la società sono molto superiori.

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L’ottica delle 18 attività del progetto Arte e cultura per il benessere 2010-2014 è quella di prevenire i disagi dell’individuo e di intere comunità. Anche per questo il governo finlandese vuole estendere le iniziative ad altre città e ben oltre l’anno 2011. Uno dei coordinatori del progetto, Nika Neulaniemi, spiega: “Il fine ultimo è ridurre i problemi sociali e di salute, come la depressione e le malattie psicosomatiche. Spostando l’attenzione dai servizi correttivi ad un lavoro preventivo“.

Di questo passo, nei prossimi anni in Europa si andrà sempre più a teatro e sempre meno in farmacia?

fonte immagine | yle.fi

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